Ordinamento professionale.


Ordinamento professionale

REGIO DECRETO 11 febbraio 1929, n. 274.

- Regolamento per la professione di geometra.

  (Pubblicato nella G. U. del 15 marzo 1929).

Art.1

II titolo di geometra spetta a coloro che abbiano conseguito il diploma di agrimensura dei Regi Istituti Tecnici o il diploma di abilitazione per la professione di geometra, secondo le norme del Regio Decreto 6 maggio 1923,n.1054.

Art. 2

Presso ogni Collegio è costituito l'Albo dei geo­metri, in cui sono iscritti coloro che, trovandosi nelle condizioni stabilite dal presente regolamento, abbiano la residenza entro la circoscrizione del Collegio mede­simo.

Art. 3

Riguarda la tenuta dell'Albo professionale. Vedi ora a pagina 13 il D. L. Lgt. 23 novembre 1944, n. 382, che detta nuove norme sui consigli degli Ordini e Collegi e sulle Commissioni interne professionali.

Art. 4

Per essere iscritto nell'Albo dei geometri è neces­sario:

a) essere cittadino italiano o cittadino di uno Stato avente trattamento di reciprocità con l'Italia;

b) godere dei diritti civili e non avere riportato con­danna alla reclusione o alla detenzione per tempo supe­riore ai cinque anni salvo che sia intervenuta la

riabili­tazione a termini del Codice di procedura penale;

e) avere conseguito uno dei diplomi indicati nel­l'art. 1.

In nessun caso possono essere iscritti nell'Albo e, qualora vi si trovino iscritti, debbono essere cancellati coloro che abbiano svolto una pubblica attività in con­traddizione con gli interessi della Nazione

Art. 5

La domanda per l'iscrizione è diretta al Consiglio del Collegio nella cui circoscrizione l'aspirante risie­de; è redatta in carta da bollo ed accompagnata dai se­guenti documenti (1)

1) atto di nascita;

2) certificato di residenza;

3) certificato generale del Casellario giudiziale di data non anteriore di tré mesi alla presentazione della domanda;

4) certificato di cittadinanza italiana o certificato di cittadinanza dello Stato avente trattamento di reci­procità con l'Italia;

5) uno dei diplomi indicati nell'art. 1.

Art. 6

Nessuno può essere iscritto contemporaneamente in più di un Albo; ma è consentito il trasferimento da un Albo all'altro, contemporaneamente alla cancella­zione della iscrizione precedente.

Art.7

Gli impiegati dello Stato e delle altre pubbliche Amministrazioni, ai quali, secondo gli ordinamenti lo­ro applicabili, sia vietato l'esercizio della libera pro­fessione, non possono essere iscritti nell'Albo; ma, in quanto sia conseguito, a norma degli ordinamenti me­desimi il conferimento di speciali incarichi, questi po­tranno loro essere affidati pure non essendo essi iscrit­ti nell'Albo.                                    

I suddetti impiegati, ai quali sia invece consentito l'esercizio della professione, possono essere iscritti nell'Albo ma sono soggetti alla disciplina del Con­siglio soltanto per ciò che riguarda il libero esercizio. In nessun caso l'iscrizione nell'Albo può costituire ti­tolo per quanto conceme la loro camera.

Gli impiegati suddetti non possono, però anche se iscritti nell'Albo, esercitare la libera professione ove sussista alcuna incompatibilità preveduta da leggi, re­golamenti generali o speciali, ovvero da capitolati.

Per l'esercizio della libera professione è in ogni ca­so necessaria espressa autorizzazione dei capi gerar­chici nei modi stabiliti dagli ordinamenti della ammi­nistrazione da cui l'impiegato dipende.

E riservata alle singole Amministrazioni dello Stato la facoltà di liquidare ai propri impiegati i corri­spettivi per le prestazioni compiute per Enti pubblici o aventi finalità di pubblico interesse.

Tali corrispettivi saranno fissati sulla base delle ta­riffe per i liberi professionisti con una riduzione non inferiore ad un terzo, ne superiore alla metà, salvo di­sposizioni speciali in contrario.

La riduzione non avrà luogo nel caso che la presta­zione sia compiuta insieme con liberi professionisti, quali componenti di una Commissione.

 (1)Alla domanda va inoltre allegata la ricevuta del versamento di L. 6.000 di tassa di concessione governativa (n. 204 tab. A, D.P.R.10 marzo 1961, n. 121).

Art. 8

L'Albo stampato a cura del Consiglio, deve essere comunicato alle cancellerie della Corte d'Appello e dei Tribunali della circoscrizione a cui l'Albo stesso si riferisce, al Pubblico Ministero presso le autorità giu­diziarie suddette, alle Camere di commercio, indu­stria e agricoltura e alla Segreteria del Consiglio Nazionale dei Geometri di cui all'art. 15.

Agli uffici a cui deve trasmettersi l'Albo, a termini del precedente comma, sono comunicati altresì i prov­vedimenti individuali di iscrizione e cancellazione dall'Albo, nonché di sospensione dall'esercizio della professione.

Art. 9

II Consiglio rilascia ad ogni iscritto apposita atte­stazione. La iscrizione in un Albo ha effetto per tutto il territorio della Repubblica.

Art. 10

La cancellazione dall'Albo, oltre che per motivi di­sciplinari, giusta l'articolo seguente, è pronunciata dal Consiglio, su domanda o in seguito a dimissioni dell'interessato, ovvero d'ufficio o su richiesta del Procuratore della Repubblica, nei casi:

a)        di perdita della cittadinanza o del godimento dei diritti civili

b)         di trasferimento dell'iscritto in un altro Albo.

Art. 11

Le pene disciplinari che il Consiglio può applicare, per gli abusi e le mancanze che gli iscritti abbiano commesso nell'esercizio della professione, sono:

a) l'avvertimento;

b) la censura;

e)la sospensione dall'esercizio professionale per un tempo non maggiore di sei mesi;

d) la cancellazione dall'Albo.

L'avvertimento è dato con lettera raccomandata a firma del Presidente del Consiglio.

La censura, la sospensione e la cancellazione sono notificate al colpevole per mezzo di ufficiale giudizia­rio. (1)

Art. 12

L'istruttoria che precede il giudizio disciplinare, può essere promossa dal Consiglio su domanda di par­te, o su richiesta del Pubblico Ministero, ovvero d'uf­ficio, in seguito a deliberazione del Consiglio, ad ini­ziativa, di uno o più mèmbri.

Il Presidente del Consiglio, verificati sommaria­mente i fatti, raccoglie le opportune informazioni e, dopo di aver inteso l'incolpato, riferisce al Consiglio, il quale decide se vi sia luogo a procedimento discipli­nare.

In caso affermativo, il Presidente nomina il relato­re, fissa la data della seduta per la discussione e ne in­forma almeno dieci giorni prima l'incolpato, affinchè possa presentare le sue giustificazioni sia personal­mente, sia per mezzo di documenti.

Nel giorno fissato il Consiglio, sentiti il rapporto del relatore e la difesa dell'incolpato, adotta le proprie decisioni.

Ove l'incolpato non si presenti o non faccia perve­nire documenti a sua discolpa, ne giustifichi un legitti­mo impedimento, si procede in sua assenza.

Art. 13

Nel caso di condanna alla reclusione, il Consiglio, secondo le circostanze, può eseguire la cancellazione dall'Albo o pronunciare la sospensione. Quest'ultima ha sempre luogo ove sia stato rilasciato mandato di cattura e fino alla sua revoca.

Qualora si tratti di condanna, che impedirebbe la i-scrizione, è sempre ordinata la cancellazione dal­l'Albo.

Art. 14

Colui che è stato cancellato dall'Albo può a sua ri­chiesta essere riammesso, quando siano cessate le ra­gioni che hanno motivato la sua cancellazione.

Se la cancellazione è avvenuta a seguito di condan­na penale, la domanda di nuova iscrizione non può es­sere fatta che quando siasi ottenuta la riabilitazione, giusta le norne del Codice di procedura penale.

Se la cancellazione è avvenuta in seguito a giudi­zio disciplinare per causa diversa da quella indicata nel comma precedente, l'iscrizione può essere chiesta quando siano decorsi due anni dalla cancellazione dal­l'Albo.

Se la domanda non è accolta, l'interessato può ri­correre in conformità dell'articolo seguente.

Art. 15

Le decisioni del Consiglio, in ordine alla iscrizione e alla cancellazione dall'Albo, nonché ai giudizi disci­plinari, sono notificate agli interessati, mediante lette­ra raccomandata con ricevuta di ritomo, salva la di­sposizione dell'art. 11, comma 3°, per quanto concer­ne la notificazione di decisioni che pronunziano i provvedimenti disciplinari ivi indicati.

Contro le decisioni anzidetto, entro 30 giorni, dalla notificazione è dato ricorso, tanto all'interessato quan­to al Procuratore della Repubblica, al Consiglio Nazionale dei Geometri.

Contro le decisioni del Consiglio Nazionale è am­messo ricorso alle Sezioni unite della Corte Suprema di Cassazione per incompetenza o eccesso di potere.

(1) Seguiva un altro comma, non riprodotto perché riguardante il vecchio ordinamento sindacale.

Art. 16

L'oggetto ed i limiti dell'esercizio professionale di geometra sono regolati come segue:

a)         operazioni topografiche di rilevamento e misu­razione, di triangolazioni secondarie a lati rettilinei e di poligonazione, di determinazione e verifica di con­fini; operazioni catastali ed estimi relativi;

b)         operazioni di tracciamento di strade poderali e consorziali ed inoltre, quando abbiano tenue importan­za, di strade ordinarie e di canali di irrigazione e di scolo;

c)         misura e divisione di fondi rustici;

d)         misura e divisione di aree urbane e di modeste costruzioni civili;

e)         stima di aree e di fondi rustici, anche ai fini "di mutui fondiari e di espropriazione; stima : dei danni prodotti ai fondi rustici; dalla grandine o dagli incendi, e valutazione di danni colonici a colture erbacee, le­gnose da frutto, da foglia e da bosco. È fatta eccezione per i casi di notevole importanza economica e per quelli che, per la complessità di elementi di rivaluta­zione, richiedono le speciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie dei dottori in scienze agrarie

f)          stima, anche ai fini di mutui fondiari e di espro­priazione, di aree urbane e di modeste costruzioni civi­li, stima dei danni prodotti dagli incendi;

g)         stima di scorte morte, operazioni di consegna e riconsegna dei beni rurali e relativi bilanci e liquida­zioni; stima per costituzione ed eliminazione di servitù rurali; stima delle acque irrigue nei rapporti dei fondi agrari serviti. È fatta eccezione per i casi di notevole importanza economica e per quelli che, per la com­plessità di elementi di valutazione, richiedano le spe­ciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie dei dot­tori in scienze agrarie;

h)         funzioni puramente contabili ed amministrative nelle piccole e medie aziende agrarie;

i)           curatele di piccole e medie aziende agrarie, in quanto non importino durata superiore ad un anno ed una vera e propria dirczione tecnica; assistenza nei contratti agrari;

l)       progetto, dirczione, sorveglianza e liquidazione di costruzioni rurali e di edifici per uso di industrie agricole, di limitata importanza, di struttura ordinaria, comprese piccole costruzioni accessorie in cemento armato, che non richiedono particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non possono co­munque implicare pericolo per la incolumità delle per­sone; nonché di piccole opere inerenti alle aziende agrarie, come strade vicinali, senza rilevanti opere d'ar­te, lavori d'irrigazione e di bonifica, provvista di ac­que per le stesse aziende e reparto della spesa per ope­re consorziali relative esclusa, comunque, la relazione di progetti generali di bonifica idraulica ed agraria e relativa direzione;

m)  progetto, direziono e vigilanza di modeste co­struzioni civili;

n)          misura, contabilità e liquidazione delle costru­zioni civili indicate nella lettera m);

o)          misura, contabilità e liquidazione di lavori di costruzioni rurali sopra specificate;

p)    funzioni peritali ed arbitramentali in ordine alle attribuzioni innanzi menzionate;

q)    mansioni di perito comunale per le funzioni tec­niche ordinarie dei Comuni con popolazione fino a diecimila abitanti, esclusi i progetti di opere pubbliche d'importanza o che implichino la risoluzione di rile­vanti problemi tecnici.

Art. 17

Le disposizioni  del precedente articolo valgono ai fini della detìmitazione della professione di geometra, e non pregiudicano quanto può formare oggetto dell'attiwtà di altre professioni, salvo ciò che è dispo­sto dagli 'articoli 18 e 24.                     

Art. 18

Le funzioni di cui alle lettere a), b), d).f), 1), m), n),o), q), dell'art. 16 sono comuni agli ingegneri civi­li.

Gli ingegneri civili avranno inoltre facoltà di com­piere:

1) la stima dei fondi rustici e di aree, ai fini di e-spropriazione, nel solo caso però che questa sia con­riessa o dipendente da studi o lavori ai quali attende l'ingegnere;

2) la stima per costituzione ed eliminazione di ser­vitù rurali solo in quanto la costituzione o la elimina-lione.stessa sia connessa o dipendente dagli studi e la­vori predetti;

3) la stima, dei danni di qualsiasi genere subiti dai fabbricati, anche se rurali.

La funzione peritale od arbitrale, di cui alla lettera p) dell'indicato articolo 16, è comune agli ingegneri civili, in quanto rifletta gli oggetti di cui alle lettere a),b),d),f),l,)m),n),o).

Art. 19

La divisione di fondi rustici e le attribuzioni indi­cate nelle lettere b), e), g), h), i). I), o), dell'articolo 16 sono comuni ai dottori in scienze agrarie.

La funzione peritale ed arbitramentale, di cui alla lettera p) del medesimo articolo, e comune ai dottori in scienze agrarie in quanto riflette gli oggetti indicati nel comma precedente.

Art. 20

La stima e la divisione di fondi rustici; la valutazione dei danni colonici, di cui alla lettera e) dell'art. 16; la stima delle scorte morte e le operazioni di con­segna e di riconsegna di beni rurali e relativi bilanci di cui alla lettera g) dello stesso art. 16 sono comuni ai periti agrari con le medesime limitazioni stabilite nel detto articolo 16.

Sono altresì comuni le attribuzioni di cui alla lette­ra h) e le curatele di cui alla lettera i) del predetto art.16.

Le funzioni peritali ed arbitramentali, di cui alla lettera

 p) dell'art. 16, sono comuni ai periti agrari, in quanto  riflettono gli oggetti indicati nei commi prece­denti.

Art. 21

Ferme restando le disposizioni contenute nella leg­ge 24 giugno 1923, n. 1395, e nel regolamento appro­vato con R. Decreto 23 ottobre 1925, n. 2537, relative alla tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti, nonché le disposizioni del R. Decreto-legge 7 giugno 1928, n. 1431, per l'accet­tazione degli agglomerati idraulici e per l'esecuzione delle opere in conglomerato cementizio, ai geometri diplomati anteriormente all'entrata in vigore del pre­sente regolamento, che abbiamo lodevolmente com­piuto per almeno ire anni prestazioni eccedenti i limiti di cui ali'art. 16, sarà consentito di proseguire in tali prestazioni.

Art. 22

Gli ingegneri civili, i quali, anteriormente alla en­trata in vigore del presente regolamento, abbiano eser­citate anche le mansioni proprie del geometra, potran­no continuare ad adempiere le mansioni medesime, con facoltà di iscriversi nell'Albo dei geometri.

Art. 23

I dottori in scienze agrarie, che, a termini dei Regi Decreti 29 Agosto 1890, n. 7140, e 21 maggio 1914, n. 528, abbiano esercitato le mansioni proprie del geo­metra anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento, potranno continuare ad esercitare le mansioni medesime, con facoltà di iscriversi nell'Albo, dei geometri.

Art. 24

L'oggetto della professione di geometra compren­de anche le funzioni relative agli istituti tavolari e ca­tastali esistenti nei territori annessi alla Repubblica con leggi 26 settembre 1920, n. 1322, e 19 dicembre 1920,n. 1778.

Tali funzioni, oltre che dagli iscritti nell'elenco speciale annesso agli Albi degli ingegneri e degli ar­chitetti, giusta l'art. 74 del regolamento approvato con Regio Decreto 23 ottobre 1925, n. 257, potranno esse­re esercitate anche dai geometri, che siano iscritti in uno degli albi dei tenitori indicati nel precedente com­ma dopo almeno un anno dalla iscrizione.

Gli iscritti, che siano nati nel territorio suddetto, o che abbiano ivi la loro residenza da almeno un anno, alla data dell'entrata in vigore del presente regolamen­to, potranno esercitare le funzioni sopra indicate senza che occorra il requisito del decorso di un anno dall’iscrizione.

Art. 25

Le perizie e gli incarichi da affidarsi ai geometri, giusto le disposizioni, degli articoli precedenti, posso­no essere conferia dall'autorità giudiziaria e dalle pub­bliche amministrazioni, soltanto agli iscritti nell’Albo, salvo il disposto dell'articolo 7.

Peraltro le perizie e gli incarichi anzidetti possono essere affidati a persone non iscritte nell'Albo quando si tratti di casi di importanza limitata, ovvero non vi siano nella località professionisti inscritti nell'Albo, ai quali affidare la perizia e l'incarico.

Art. 26

Spetta al Consiglio del Collegio:

a) di curare che siano repressi l'uso abusivo del titolo di geometra e l'esercizio abusivo della professio­ne, presentando, ove occorra, denuncia al Procu­ratore della Repubblica;       

b) di compilare ogni triennio la tariffa professiona­le. Questa deve essere approvata dal Ministro per la Grazia e Giustizia, di concerto con il Ministro per i Lavori Pubblici. (1)

Art. 27

I Consigli sono sottoposti alla vigilanza del Ministro per la Grazia e Giustizia, il quale la esercita direttamente, ovvero per il tramite dei Procuratori Generali presso le Corti di Appello e dei Procuratori della Repubblica. Egli sorveglia alla esatta osservanza delle norme legislative e regolamentari riguardanti la formazione la tenuta dell'Albo e, in generale, l'eserci­zio della professione. (2)

Art. 28 e 29

Omessi perché contenenti norme di carattere transitorio.

LEGGE 25 aprile 1938, n. 897 

Norme sulla obligatorietà dell' iscrizione negli Albi professionali e sulle funzioni relative alla custodia degli Albi  (stralcio).

     (Pubblicato nella G. U. n. 152 del 7 luglio 1938).

Art. 1

Gli ingegneri, gli architetti e chimici, i professioni­sti in materia di economia e commercio, gli agronomi, i ragionieri, i geometri, i periti agrari e i periti iindustriali non possono esercitare la professione se non sono iscritti negli Albi professionali delle rispettive categone a termine delle disposizioni vigenti:

Art. 2

Coloro che non siano di specchiata condotta mora­le e politica non possono essere iscritti negli Albi professìonali, e, se iscritti, debbono esseme cancellati, osservate per la cancellazione le norme stabilite per i procedimenti disciplinari.

Si omettono i successivi articoli relativi alla custo­dia degli Albi professionali in quanto la materia è regolata ora dal D. Lgs. Lgt. 23 novembre 1944, n. 382.


 (1) Il seguito di questo articolo rigurdante il contributo annuale da corrispondersi al Collegio è stato omesso. Vedi in proposito l'art.7 del D.D.L. 23 novembre 1944,  n. 382.

(2) Seguivano altri due commi riguardanti lo scioglimento del Consiglio. Vedi ora in proposito gli articoli del D.D.L. 23 novembre 1944,  n. 382.



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